Home > Attività > Ricerca > Continuità innovativa

Strumenti di conoscenza per una continuità innovativa

Questa fase del progetto prevede la conduzione di interviste approfondite in aziende appartenenti al territorio veneto.
Obiettivo della ricerca èprodurre conoscenza innovativa sui processi descritti e alcune indicazioni in termini di "buone prassi" per le aziende venete e di possibili policies regionali in termini di politica industriale
Questo filone di indagine rappresenta il proseguimento della prima fase del progetto, che si basa su tre questioni chiave rimaste da approfondire alla luce dei primi risultati.

 

A. La questione relazionale e familiare

L'aspetto organizzativo del passaggio generazionale è stato ampiamente indagato. Nella ricerca di CUOA Impresa del 2003 sono state evidenziate alcune criticità che si intende approfondire in questo progetto:
1 - la composizione dei consigli di amministrazione nelle diverse tipologie di PMI: analisi dell'evoluzione temporale della composizione del CdA in termini di articolazione interna, poteri attribuiti, legami con altri organi interni ed esterni, profilo personale e professionale dei consiglieri;
2 - impresa familiare ed etica nel rapporto con gli stakeholders, con particolare enfasi sulla creazione di reti relazionali, anche nel momento del passaggio generazionale

 

B. La questione strategica

La continuità della piccola e media impresa familiare ha bisogno di un timone ma anche di una rotta. La crescita è un processo ineluttabile. Per guidarla è necessario adeguare gli strumenti a supporto della formulazione della strategia. Le dinamiche competitive hanno ampliato notevolmente il ventaglio delle opzioni strategiche.
Nella ricerca sono da approfondire:
1 - i processi attraverso i quali si costruiscono le alleanze e i fattori, tecnici ma anche relazionali, che le agevolano
2 - il ruolo e le dinamiche dei processi di internazionalizzazione, visti non solo come risposta alla ricerca di minori costi dei fattori produttivi, ma come decisioni strategiche in grado di supportare la continuità dell'impresa.
È noto infatti, che la successione imprenditoriale è un fenomeno virtuoso quando viene strutturalmente integrata con le problematiche strategiche e gestionali dell'impresa. Tale integrazione risulta essere possibile se si verificano contemporaneamente due condizioni:
-In primo luogo, l'impresa deve essere considerata come una entità autonoma, svincolata dal ciclo biologico dell'imprenditore. Solo in questo caso, proprietari e manager focalizzeranno la loro attenzione sulla necessità di assicurare il portafoglio di competenze e capacità coerenti con il ciclo di sviluppo dell'impresa.
- In secondo luogo, il processo di successione deve essere pensato per fasi: dalla consapevolezza dell'esigenza di dover lasciare il comando (autoconvincimento dell'imprenditore), all'individuazione della tipologia di transizione da realizzare, all'individuazione dei ruoli per gestire il processo.

 

C. La questione finanziaria

Alla questione strategica è strettamente connessa la questione finanziaria. Le imprese venete di media e piccola dimensione che hanno nel capitale sociale soci finanziatori esterni alla famiglia sono poche e, forse, troppo poche. L'apertura al capitale di terzi non significa perdere il controllo dell'impresa: significa condividerlo. Banche d'affari, venture capital, fondi e borsa dovrebbero diventare interlocutori privilegiati nei percorsi della continuità.
Il progetto intende analizzare, anche alla luce della Basilea 2 e della ridefinizione dei rapporti con le istituzioni finanziarie:
1 - il ruolo delle istituzioni finanziarie nelle fasi di avvio, gestione o conclusione del processo di successione imprenditoriale
2 - il ruolo delle istituzioni finanziarie come partner per sostenere i percorsi di crescita dimensionale o per anticipare il cambiamento e, dove possibile, guidarlo.